Il Petauro dello Zucchero

I petauri da zucchero sono così chiamati perché hanno una preferenza per i cibi dal sapore dolce e una membrana planante simile a quella degli scoiattoli volanti (il nome inglese del petauro “sugar glider” significa aliante dello zucchero).

Vive in Australia nord-orientale, Nuova Guinea, l’arcipelago di bismark, Tasmania, Indonesia, Papua e delle isole all’interno di questa serie geografica.

In natura, il Petauro dello Zucchero vive in gruppi ed insieme con lo Possum del Leadbeater, è il più grande marsupiale in grado di andare in letargo quotidianamente .

Il Petauro dello zucchero misura in lunghezza circa dai 24-33 cm compresa la coda che misura la metà e può anche superare della lunghezza totale.

Il petauro dello Zucchero ha caratteristiche cellulari con DNA all’interno di un nucleo, con geni simmetrici e regolari, utilizza una matrice extracellulare o ECM, è provvisto di una colonna dorsale ben definita, un cuore con 4 camere con un range dai 200 ai 300 battiti/minuto in piena attività, invece la respirazione ha un range dai 16 ai 40 respiri al minuto in piena attività, faringe, si nutre per ingestione, eterotrofi, ha tessuti muscolari con un sistema nervoso, endotermico.

I petauri dello Zucchero hanno un numero maggiore di denti rispetto agli animali placentati con molari con quattro cuspidi e incisivi superiori e inferiori ben sviluppati.

Il peso medio è di 140 g per i maschi e di 115 g per le femmine.

La temperatura corporea è relativamente bassa se paragonata a quella dei mammiferi: 35°C.

In cattività il petauro può arrivare a vivere 12-15 anni, mentre in natura la vita media è di soli 5-7 anni.

La sua caratteristica principale è la capacità di spiccare lunghi salti planati grazie alla membrana estensibile che collega gli arti detta”patagio“, ovvero una membrana di pelle che si estende dagli arti posteriori a quelli anteriori che gli permette di fare planate anche di 70–80 m.

Sia le zampe posteriori che quelle anteriori presentano cinque dita dotate di unghie (tranne che per il quinto dito dell’arto posteriore, che è opponibile e non ha unghia). L’arto posteriore presenta una particolarità: il secondo e terzo dito sono parzialmente fusi, e solo le estremità e le unghie sono libere. Ne risulta una sorta di piccolo pettine utilizzato per mantenere in ordine la pelliccia.

Il corpo è snello, la testa è triangolare, gli occhi grandi e rotondi sono posti in posizione frontale, indizio delle sue abitudini notturne o crepuscolari; le orecchie sono nere, erette e prive di pelo.

Il pelo e’ corto e folto, perfetto, per una buona termoregolazione.

Il mantello standard è di color bruno-grigiastro più scuro sul dorso e quasi beige sul ventre, la coda è cilindrica e ricoperta di un pelo più folto nonché più scuro rispetto al resto del corpo; lungo tutta la dorsale infine corre una linea scura dello stesso colore della coda, ma sono state allevate con successo altre varianti di colore.

La coda si presenta di forma cilindrica e portata tesa nella direzione del corpo o leggermente alzata, è molto lunga, e viene usata come un timone e per tenere l’equilibrio quando planano da albero ad albero.

Lo scroto si trova nella parte bassa dell’addome, anteriormente all’apertura cloacale. Nei soggetti giovani è privo di peli, mentre nell’adulto è completamente ricoperto di pelliccia, delle dimensioni di un pisello.

Nella femmina a livello dell’ombelico si trova un’apertura longitudinale, il marsupio, che è assente nel maschio.

Il maschio adulto può essere distinto senza difficoltà dalla femmina per la presenza di una zona priva di peli, a forma di rombo, localizzata sulla sommità della testa, che compare dopo i 7 mesi di età.

Si tratta di una ghiandola odorosa, utilizzata per marcare il territorio e anche la femmina.

Il maschio presenta anche delle ghiandole odorose sul petto, e sia maschi che femmine hanno ghiandole odorose sulla regione perianale (le sacche anali), sempre utilizzate per marcare il territorio, si riproducono sessualmente con organi riproduttivi bifidi e sono dotati di ghiandole mammarie.

Le sacche anali sono piuttosto sviluppate e nelle femmine possono essere scambiate per testicoli, per la posizione alla base della coda, portando ad una errata identificazione del sesso.

I feti non ancora ben sviluppati alla nascita sono privi di un vera placenta e si sviluppano dentro al marsupio che può contenere uno o più feti( un sacchetto dentro il ventre della madre).

I petauri non richiedono vaccinazioni, tuttavia è bene far fare periodicamente una visita di controllo, in particolare subito dopo l’acquisto. Un esame delle feci permette di verificare la presenza di eventuali parassiti intestinali.

I petauri si tengono puliti da soli, e non è necessario lavarli.

Se ce n’è bisogno, si possono accorciare le unghie, tagliando la puntina, per evitare che feriscano la pelle quando si arrampicano sul proprietario o inserendo dei tronchi di sughero dove possono limarsele da soli.

Tratto digestivo del Petauro dello Zucchero:

tratto digestivo peaturo